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lunedì 28 novembre 2011

The Catalogue: Midaircondo/ Shopping For Images - Interview




Midaircondo è un trio svedese formato da Lisa Nordstrom, Lisen Rylander e Malin Dahlstrom.

Shopping For Images, primo album pubblicato dalla Type Records, è stato preceduto ed abbondantemente influenzato dall'importante attività concertistica della band.

Le live performances delle Midaircondo sono caratterizzate da una spiccata visualità, che ha come sottofondo musica elettroacustica dove sax, flauto e voci incontrano spunti elettronici essenzialmente minimali; la consolidata esperienza live è  quindi divenuta la base  successivamente rirpoposta in  studio.

Shopping For Images è una raccolta di spunti compositivi che si evolvono in modo estremamente coerente.

La natura dell'opera prima delle artiste nordeuropee rende naturale la sua collocazione tra quelle produzioni poco comuni nell'ambito delle tendenze musicali di ricerca alternative contemporanee.

Di notevole interesse gli esperimenti vocali che ci permettono di godere di intuizioni mutevoli ed eteree.

Musica adatta ad un certo cabaret metropolitano, potremmo definirla.

Shopping For Images è un lavoro di estrema eleganza stilistica che dà nuova linfa alla scontata e poco dinamica corrente europea elettronica colta.

Pure il suo affascinante lato romantico contribuisce ad accrerscene i tanti meriti.

Midaircondo Interview

Incontro le tre compositrici svedesi in occasione dell'esibizione di Palermo e non ho perso  la chance di intervistarle. Lisa, Lisen e Malin si presentano puntuali all'appuntamento, per nulla euforizzate dall'improvviso successo. 

Da dove nasce il vostro nome

Abbiamo cercato di fare mente locale ed abbiamo pensato a tanti differenti nomi ed è nato, inaspettatamente Midaircondo...un luogo che volteggia nell'aria e che ci trasporta verso l'alto quando suoniamo lanostra musica, un luogo dove tutto è permesso e possibile; insomma un luogo chiuso ma senza pareti, nè muri.

Avete stilisticamente dei punti di riferimento.

Noi ascoltiamo e siamo influenzate da tanti tipi di musica. Sono importanti i suoni con cui quotidianamente veniamo a contatto e non ci piace indirizzare il nostro interesse su un gere indefinito. Desideriamo essere molto aperte ed avere una visione completa del mondo che ci circonda.
( della serie: nessuno stile di riferimento, siamo capiscuola- n.d.r.)

Siete impegnate in una intensa attività concertistica; che rapporto avete con i vostri fans.

Le nostre live performances sono basate sull'improvvisazione e non decidiamo a priori quello che suoneremo, lasciamo che sia il posto dove ci esibiamo ed il pubblico presente ad influenzare le nostre esibizioni. Ogni concerto è una nuova situazione ed è bello interagire con essa. Tutto accade in quel determinato momento e ci permette di esplorare e comprendere quello che produciamo di volta in volta; ed è il nostro pubblico a rendere tutto ciò possibile. Ci avvaliamo delle idee della nostra designer, Maria Nordstrom, che crea nonsolo gli effetti visivi ma anche gli abiti che indossiamo on stage.

Avete firmato per la Type Records; siete soddisfatte del lavoro fatto fino ad ora.

Si, siamo molto felici! Abbiamo avuto una straordinaria collaborazione con Andreas Tilliander, che ha curato il missaggio. Abbiamo registrato in due sessioni, Stoccolma e Goteborg. Alune delle tracks sono registrazioni di improvvisazioni, altre sketches di pezzi antecedenti alle registrazioni. Abbiamo girato anche un video di Serenade, diretto da Hanna Elin Ahman.

Midaircondo è recentemente diventato un duo, per l'abbandono di Malin Dahlstrom, ed ha pubblicato un altro pregevole disco, Curtain Call, per la Twin Seed Recordings.


mercoledì 23 novembre 2011

The Catalogue: Clap Your Hands Say Yeah





Mettete insieme i Talking Heads di David Byrne, Feelies ed i freschissimi Interpol e potrete avere un termine di paragone per definire la musica  di  Clap Your Hands Say Yeah,  band della East Coast statunitense che anima la scena indie-rock contemporanea.

Il gruppo è composto da Alec Ounsworth, Lee Sargent, Robbie Guertin, Tyler Sargent e Sean Greenhalgh.

Clap Your Hands Say Yeah è l'eccitante opera d'esordio del quintetto nordamericano.

L'album si avvia a superare le 40.000 vendute; tante se si considera che soltanto recentemente il disco è stato ristampato ed immerso sul mercato discografico dalla Wichita/V2. Precedentemente il CD, una autoproduzione estremamente  indipendente, poteva essere acquistato esclusivamente on-line attraverso il sito ufficiale dell'ensamble newyorkese.

Clap Your Hands Say Yeah è una raccolta di canzoni composte all'insegna di un rock genuino e senza fronzoli che si sposa con eccentriche melodie pop.

La sua essenzialità sonora è tipica delle nuove produzioni della scena musicale alternativa della Grande Mela.

Ogni nota emana una scintillante energia positiva in grado di suscitare momenti di notevole capacità evocativa.

E' come ritornare indietro nel tempo, vivendo nel presente. La semplicità che lo caratterizza rende il suo ascolto immediato ed accattivante.

La musica è tutta giocata su scarni ed ipnotici intuizioni geometriche che fanno da supporto alla energica e nevrotica voce di Alec Ounsworth.

Un disco incantevole e prezioso. Calorosamente consigliato.







 

martedì 22 novembre 2011

The Catalogue: pj Harvey/ White Chalk



Pj Harvey, pj sta per Polly Jane, è una tra le più geniali performer esongwriter dei nostri tempi.



White Chalk è una roccolta di tetro e sublime  silenzio, emozionalmente  commovente e malinconica.



Lavoro estremamente introspettivo, non è un album di facile ascolto, tutt'altro; non tanto per le songs, di fattodivine e misteriose, ma perchè ascoltandolo ci si sente inqualche modo invadenti, come se stessimo guardando furtivamente all'interno di un mondo privato ed interiore che non ci appartiene.



Ogni momento dell'opera emana una atmosfera pervasa da una forte sensazione di inquietante  disinteresse verso tutto ciò che appartiene all'ambito fisico.


La crepuscolare voce della compositrice inglese è accompagnata da soffici note generate da tocchi di strumenti acustici, piano, arpa, armonica etc. 



The Piano è un brano intensamente poetico che raggiuge momenti di struggente liricità e rara bellezza estetica...

 


"Hit her with a hammer/Teeth smashed in
Red tongue twitching Look inside her skeleton
My fingers sting Where I feel your fingers have been
/Ghostly fingers/ Moving my limbs
Oh God I miss you/Oh God I miss you
Oh God I miss you/Oh God I miss you 
Oh God I miss you
Daddy's in the corner/ Rattling his keys 
Mommy's in the doorway/Trying to leave
Nobody's listening Nobody's listening 
Nobody's listening Nobody's listening 
Nobody's listening Nobody's listening 
Nobody's listening Nobody's listening
Oh God I miss you/Oh God I miss you 
Oh God I miss you Oh God I miss you 
Oh God I miss you/Oh God I miss you"



Definitivamente White Chalk da vita ad un quadro musicale minimalista, che percorre i sentieri spirituali ed intimi della sua creatice.




lunedì 21 novembre 2011

The Catalogue: Porcupine Tree/ Deadwing



Dopo più di due anni d'attesa dall'ultimo disco, In Absentia, settembre 2002, Porcupine Tree tornano sulla scena  musicale proponendo un album di superba bellezza, Deadwing,  prodotto da Lava Records.

Gli amanti  del gruppo britannico noteranno alcuni  aspetti nuovi, probabilmente relazionati a  momenti musicalmente più duri, nello scorrere dei brani, anche se Steven Wilson e compagni continuano a trasmettere la più profonda essenza del loro stile.


 
Dopo l'intenso lirismo iniziale di Deadwing e Shallow, si passa all'atmosfera celestiale creata dal dolce Lazarus.
 

La seguente track, Halo, ritorna su linee espressive drastiche ed introduce la vertiginosa Arriving Somewhere But Not Here. Senza attimi di tregua viviamo la sensazione esplicita della appartenenza dei Porcupine Tree alla scena progressive  psichedelica attuale.
 
Le trame sperimentali originate dai Porcupine Tree sono alimentate da una dirompente freschezza creativa. Quasi a volere ribadire la loro immensa  genialità compositiva, Steven Wilson, Richard Barbieri, Colin Edwin e Gavin Harrison, arrivano i sette fantastici minuti di Mellotron Scratch.

La song successiva, Open Car, è una sorta di ponte da attraversare per giungere finalmente a Start of Something Beautiful, una composizione che tocca l'apice estremo  del sublime, dove l'ensamble esprime la propria poliedrica potenzialità immaginativa.

 

Assolutamente tale brano ci fa viaggiare in un meraviglioso universo sonoro che pochi artisti hanno saputo creare. E propriamente ispirati dall'antico e sempre vivo gigante pinkfloydiano chiudono Deadwing con Galss Shattering.







domenica 20 novembre 2011

The Catalogue: Cat Power/ The Greatest




The Greatest è il settimo album dell'affascinante Chan Marshall, in arte Cat Power.

Così come i lavori che lo precedono, eccezion fatta per Dear Sir e Myra Lee, è stato pubblicato dalla Matador, label nordamericana di punta del mercato indipende.

Poetessa, musicista e sognatrice Cat Power continua a proporre in modo eccentrico ed originale le sue intuizioni creative, tendenzialmente indirizzate verso un dark folk acustico ed essenziale, abili a proporre una ricca gamma di sollecitazioni che riescono ad ipnotizzare l'ascoltatore tramite melodie che trascendono l'aspetto fisico della realtà circostante.

Il tempo si ferma e magicamente si è trasportati in un mondo fatto di delicatezza, semplicità e rievocazioni.

Chan Marshall si forma artisticamente a New York City.

Le influenze della Grande Mela sono evidenti così come il predominante e continuo nomadismo che l'ha sempre accompagnata e che le ha dato la possibiltà di venire a contatto con molteplici figure della scena musicale alternativa contemporanea.

La musica della bella songwriter è caratterizzata da un intenso e fantasmagorico miscuglio di suoni e colori che sfociano in atmosfere dilatate e descrittive.

A ragione Cat Power è definita la chansonnier dell'indie rock newyorkese.

La sua voce, introspettiva e notturna, emana un calore particolarmente avvolgente.

Fulgide armonie sonore, animate da tocchi di piano, chitarre e percussioni, generano un contesto poetico e musicale emozionalmente intimista.

Notevolmente brillante la ricchezza di intrecci strumentali, strutturalmente concepiti in modo minimale, che percorrono i sentieri di continue esplorazioni espressive.

Chi ama Tom Waits troverà in Chan Marshall una musa ispiratrice in linea con i nostri tempi.

Definitivamente un disco pacato e riflessivo che aiuta a meditare.

Metropolitano e romantico.

Discografia consigliata

Moon Pix
You Are Free 
The Greatest
Jukebox
Dark End Of The Street  



mercoledì 26 ottobre 2011

The Catalogue: Simple Minds/ New Gold Dream


Simple Minds è una di quelle band che emozionalmente
rispecchia meglio i fermenti intellettuali che hanno
caratterizzato musicalmente l’Europa agli inizi degli
anni 80.

 

Nasce a Glasgow, città in cui la echo punk
proveniente da Londra trova terreno fertile alla
propria diffusione.

 

Sempre influenzato dall’enorme carisma di Jim Kerr,
l’ensamble scozzese, stilisticamente, trae spunto però
dagli insegnamenti dei Kraftwork, dei Roxy Music e del
migliore Bowie, più che dalle icone punk imperanti in
quei tempi.

 

Life in a Day, primo album pubblicato nel 1979,  propone
un avvolgente miscuglio di suoni ossessivi ed atmosfere
romantiche.

 

Eleganza estetica ed uno spiccato senso melodico sono
componenti  sempre presenti nella musica dei  Simple Minds.

 


Il primo periodo creativo del gruppo si chiude idealmente
con il passaggio alla Virgin, nel 1981; proprio in questi
anni vengono pubblicati Sons and Fascination e Sister
Feelings Call.

Il risultato, anche se impreziosito dalla produzione di
Steve Hillage, è comunque acerbo e lontano dai momenti
più felici del complesso britannico.

E’ con New Gold Dream, nel 1982, che l’attuazione finale
delle sperimentazioni di Kerr e compagni, tocca gli apici
di una maestosa liricità espressiva.

La musica dell’album è definibile come un   sofisticato
synthpop e  caratterizzata dalla fusione
di un sound ora  tenue ed onirico, ora cupo ed ancestrale.


Con quest'opera i Simple Minds danno vita ad ammirevoli
armonie barocche, a volte imputabili di  una pochezza  di
contenuti intellettuali, anche se  sempre  rilucenti di
una smagliante perfezione esteriore.

 

Benchè meno curato e piu` banale, Sparkle In The Rain, 1984,
finisce per essere anche piu` efficace, forse proprio perche'
rinuncia alle ricercatezze formali.

 

Prende vita una differente sezione ritmica che propone
l'incedere tempestoso di Up On The Catwalk e Speed Your
Love To Me ; ossia meno pensiero, ma piu` azione.

 

I brani pacati, Waterfront, e soprattutto East Of Easter,
hanno modo di mettere in mostra qualita` piu` drammatiche ed
intense , in cui Kerr sfiora l'enfasi di Bono. Le percussioni
rubano la scena al resto, deteriorando a lungo andare il
delicato equilibrio che era il segreto e la specificità
del quartetto scozzese.


Tutto quello che avviene dopo, da Street Fighting Years
all’ultimo Black and White, non rende, purtroppo, onore
alla storia di un gruppo che pure è riuscito, anche se in
modo discontinuo, a dare vita a tanti momenti degni di
essere trascritti in un ipotetico libro dei fatti che hanno
accompagnato la storia un’intera generazione.

 

Simple Minds smette di essere una vera band, mostrandosi,
invero, logora ed incapace di dare senso alla propria
esistenza artistica. Black and White, ultimo lavoro del
2005, è un prodotto privo di significato. 



Meglio tornare indietro nel tempo, sulle note di New Gold
Dream; certamente può ancora essere piacevole.






 


lunedì 24 ottobre 2011

The Catalogue: Television/ Marquee Moon



All' inizio degli anni  settanta  New York City  è il luogo dove i fermenti intellettuali più evoluti si incontrano e si manifestano in modo più nitido. L’insegnamento dei Velvet Underground è fondamentale per comprendere , musicalmente,  l’evoluzione che, dal punk, si tradurrà nella maturazione stilistica della new wave.  Television, "punk nel punk", sono  tra gli iniziatori di tale movimento.

Essi sono i cantori del disagio moderno e della emarginazione urbana. Sono i figli naturali dei Velvet Underground, ma rendono attuale l’isegnamento di questi attraverso una originale e personalissima visione della composizione. Lineari architetture sonore, quasi liquide nella loro fattura, mai sperimentate prima in forma così geometricamente limpida, trovano attuazione attraverso le loro intuizioni stilistiche.

Danno alla luce due opere di immenso spessore poetico, che raggiungono l’apice della bellezza. Il loro innato e spiccato gusto per la perfezione strutturale compositiva è assolutamente percepibile, prima in Marquee Moon e poi in Adventure.

Due lavori complementari, che alimentano vicendevolmente la propia ragione di essere. Ambigui poeti decadenti, filosofi suburbani, hanno tradotto in musica gli aspetti emozionali del Punk, non sposandone, però, i  tanti eccessi esteriori, distaccandosi quasi da un aspetto fisico troppo forte per la loro istintiva essenza artistica, caratterizzata da atmosfere  delicate alimentate da un senso di attesa 
che scaturisce nella  perfezione estetica.

Il quartetto è formato da Tom Verlaine, leader indiscusso ed amante della poesia francese dell’ottocento, Richard Lloyd, Fred Smith e Billy Ficca; determinanti le frequentazioni dei  quattro con Brian Eno.

 

I Television rappresentano il lato spiccatamente intellettuale delle correnti musicali newyorkesi di quel tempo; lo fanno senza compromessi, esprimono una visione realistica e poetica, fantasticando ed accentuando le forme e la realtà.


Nel 1977 la band da vita a Marquee Moon, patrimonio artistico dell’umanità. Si tratta di un disco dalla bellezza così intensa da lasciare senza fiato. Marquee Moon è un'opera squisitamente simbolica, perfetta sotto ogni punto di vista. Tom Verlaine e compagni riescono a tradurre con razionalità ed in modo disilluso, le attese di un’ epoca, di una generazione. Ciò che dai sogni non si è tramutato in realtà.

I Television non propongono soluzioni, no, essi illustrano poeticamente soltanto i mali che affliggono i nostri tempi.   L’accettazione di ciò che è.

Fraseggi di chitarra dai ritmi essenziali si evolvono in un susseguirsi di visioni piramidali maestosamente  cesellate in spazi illimitati. La musica è ipnotica, isterica ma anche ammaliante. Marquee Moon è il disco con il quale molti sogni sono cominciati, è il manifesto di un modo di essere;
è l’icona espressiva legittima degli anni settanta.  

Adventure, secondo album dei quattro, vede la luce forse non nel momento desiderato dagli autori; ossia, sono tante e troppo forti le pressioni della casa discografica affinchè il disco venga pubblicato che le aspettative commerciali finali non sono quelle sperate dalla Elektra, una divione della WEA.
 
Ma il tempo rende onore e la rivalutazione di Adventure, se mai si possa parlare di sottovalutazione,è la più efficace delle gratificazioni; il lavoro è anch'esso una pietra miliare della storia della musica. Maturo, elegante, geniale. Ma è anche la fine dei Television.

Troppo forte ed intensa l'esperienza vissuta dal fragile Tom Verlaine. La sua delicatezza emotiva non sopporta il surrogato della notorietà. The Case is Closed...come loro stesssi cantano. Tutto ciò che viene dopo, sotto forma di progetti solisti, ancorchè pregevole, non regge il confronto con quanto detto dalla band newyorkese nel suo insieme.


Le opere soliste di Verlaine sono un collage di momenti più o meno meritevoli, che riescono, comunque,  solo a tratti, a dare vita a  qualcosa di indimenticabile.  

 

domenica 23 ottobre 2011

The Catalogue: Telefon Tel Aviv / Immolate Yourself



Esprimere le proprie emozioni è un atto intimo che, spesso, le nostre parole non sono in grado di concettualizzare. Siamo proprio noi, probabilmente, a non volere condividere immagini e visioni che appartengono naturalmente a qualcosa che è stato; momenti legati spiritualmente e fisicamente al  nostro essere in divenire. 

Soltanto attraverso l'arte possono essere rappresentate le infinite suggestioni insite nei luoghi più profondi della nostra anima.

 
L'arte in genere, e la musica in particolare, è caratterizzatada continuee e poliedriche evoluzioni intellettuali.
 
La musica attuale è pervasa da molteplici fermenti espressivi. Nuove tendenze attingono da un passato non tanto remoto, determinando episodi estremamente ricchi di stimoli culturali che si ergono a fonte inesauribile di ispirazione creativa.

Telefon Tel Aviv è stato  tutto questo e molto di più;   il fato avverso ha  però decretato prematuramente la fine di una storia nel pieno della sua maturità propositiva. Il 22 gennaio 2009, infatti, due giorni dopo della pubblicazione del terzo dei loro dischi, Immolate Yourself, veniva a  mancare, per circostanze non del tutto chiare, Charles Cooper, che, con Joshua Eustis, costituiva Telefon Tel Aviv.

 


Il duo di New Orleans, formatosi nel 1999, ha dato vita, durante la propria attività, ad una delle più eccitanti ed originali esperienze di wave elettronica, una sorta di ambient techno molto elegante, esteticamente considerevole nel suo risultato finale.
 
Charles Cooper e Joshua Eustis sono anche noti per aver remixato brani di Apparat, Bebel Gilberto e  Nine Inch Nails.

giovedì 20 ottobre 2011

The Catalogue: Cocteau Twins/ Lullabies To Violaine


I Cocteau Twins sono artefici di un elettro pop
etereo e crepuscolare tipico di una certa dark
wave romantica degli anni 80.
 

"Lullabie To Violaine" è un 4 Cd box set antologico
che contiene brani composti tra il 1982 ed il 1996.
 

Tendenzialmente il suono del trio scozzese propone
una notevole gamma di colori e ritimi provenienti
da varie esperienze musicali, comunque europee.
 

Li ricordiamo con Harold Budd in uno dei gioielli
della musica colta contemporanea, The Moon and the Melodies.
 


L'ensamble ha esordito nel 1982 con "Garlands", album
cupo e malinconico di estrema bellezza.
 

Sulle suggestive armonie create da Robin Guthrie,
chitarra e tastiere e Will Heggie al basso, sostituito
in seguito da Simon Raymonde, si erge l'ammaliante e
vellutata voce di Elizabeth Frazer.
 

Elizabeth Frazer e Robin Gutrie non sono soltanto
l'anima dei Cocteau Twins, ma hanno dato, insieme
ad altri artisti della 4AD, un fondamentale impulso
ad uno dei progetti più importanti della musica colta
degli ultimi decenni, ossia This Mortal Coil.
 


La versione di Song to the Siren, di Tim Buckley,
contenuta in It'll End in Tears, eseguita dal
duo Frazer- Guthrie, genera sfuggenti visioni,

possibili esclusivamente in dimensioni paradisiache
che appartengono ai momenti  più intimi dei nostri cuori.

"Lullabie To Violaine" racchiude singoli altrimenti
poco reperibili, extended plays e versioni acustiche
di brani più o meno noti.
 

Il Box è stato pubblicato in edizione limitata ed è
questo l'unico peccato di un'opera assolutamente
soddisfacente.

Ma la gioia che il suo ascolto genera è un motivo sufficiente
per tentare di entrarne in possesso.
 

Discografia essenziale

Garlands 1982
Head Over Heels 1983
Treasure 1984
Victorialand 1986
Blue Bell Knoll 1988
The Box Set- Singles Collection- 1991
From Lullabie To Violaine- singles and b-side- 2005




Related Artists

Harold Budd, Dif Juz, This Mortal Coil

mercoledì 19 ottobre 2011

The Catalogue: Durutti Column/ LC



Dovessimo un giorno essere costretti a vivere in un mondo
senza sfumature, odori e senza fiori, privato di sensibiltà e
delicatezza, sottomesso al controllo completo della macchina
sulla nostra spiritualità, il nome di Vini Reilly, in arte
Durutti Column, è una delle cose che resterebbero sul fondo
di un'urna segreta e sonora.
 


LC, pubblicato dalla Factory nel 1981, vede importanti
cambiamenti nella gestione del suono che Reilly desidera
esprimere; non è più presente, infatti, la figura
predominante del produttore Martin Hannett.
Fondamentale il contributo del percussionista Bruce Mitchell.

 


LC è una esperienza melodica distaccata da ogni cosa, note
rese mobili, tiepide e semplici, da minimali intrecci
chitarristici, con le appena accennate e magiche percussioni
di Mitchell a fare da sfondo.

 


Vini Reilly è una figura fuori dagli schemi musicali dei
primi anni ottanta.

 


LC è un quadro dai contorni e dai colori estremamente tenui;
tinte pastello che ci trasportanto emotivamente in un solare
paesaggio pomeridiano autunnale.

 


Una velata malinconia pervade ogni singolo momento dell'album.

 


The Missing Boy è una song dai toni struggentemente contemplativi
e fugaci.

 

LC è l'ideale colonna sonora di visioni e sogni, appartenenti
al nostro mondo interiore, vissuti ora intensamente, ora in
modo effimero e fragile.



Pietra miliare della musica colta contemporanea.

lunedì 17 ottobre 2011

The Catalogue - Madee / Songs From Cydonia

Tutto ha avuto inizio a Cabrils, Barcelona,nella fertile
terra di Catalunya, dove, gli amici di sempre, Ramon
Rodriguez, Pep Masiques e Lluis Cots danno vita a Madee.
Nel corso degli anni le strade dei tre si incrociano con quelle
di Capi, prima, di Adam Vives dopo, e, infine, di Marc Prat.

I riferimenti culturali della band sono riconducibili alle
migliori tradizioni della musica indipendente attuale; Dream
Syndicate ed Opposition i primi nomi che ci vengono in mente.

Il suono non è mai, comunque,una riproduzione scontata di
esperienze stilistiche più o meno note; ogni momento vive
di luce propria; una magica fusione, la loro, di espressioni
artistiche europee e nordamericane, con in primo piano la
possente ed evocativa voce di Ramon Rodriguez.

Pure gli eterni Sound dell'indimenticato Adrina Borland ed
i romantici Cure di robert Smith rivivono audacemente in
tanti istanti di tale immensa gamma di variopinti intrecci
sonori.

Ascoltare siffatta musica ci porta a viaggiare nella notte,
ci permette di raggiungere posti lontani tanto alenati nei
nostri sogni, magari riproponibili solo in una, più o meno,
intima trasposizione immaginativa.

L'esordio discografico è datato 2002, Songs From Cydonia.

Ritmi ipnotici e colori malinconici, sempre intensamente
rievocativi, rendono possibili immagigini dal sottofondo
ora poderoso ora rarefatto.

"No Remorse" è una song da inserire, senza esitazione, in
una ipotetica top list dei brani più belli di sempre.

"Non c'è più tempo per un'altra interpretazione/ non più bugie/
non cambiare la tua direzione/ non perdere la tua convinzione/
adesso tu vivi/ e questa è la chance/ sii te stesso/ sii
qualcuno/ non piangerai...non c'è più tempo per sentirti annoiato/
non c'è altra via per mostrare le tue bugie/ niente rimorso/
puoi ignorare la tua vita per sentire di più/ puoi farlo da solo/
your sugar addiction is not my invention/ non più bugie/ niente
è perfetto/ così non farmi domande/ adesso stai vivendo e
questa è la tua chance per essere te stesso"
 

La ricchezza dei colori riscontrabili in "Songs from Cydonia" ci
dona visioni psichedeliche fluttuanti in un tempo indefinito.

Spazio e tempo perdono il proprio valore.



"your sugar addiction is not my invention"- in italiano,
"la tua tossicodipendenza non è una mia invenzione"




Album essenziali

Song From Cydonia 2002
Secret Chambers   2003
Orion's Belt      2004
L'Antarctica      2007

domenica 16 ottobre 2011

The Catalogue - Nine Horses / Snow Borne Sorrow



Nine Horse è un progetto di David Sylvian, Steve Jansen e Burnt Friedman. Alla sua realizzazione hanno partecipato diverse figure della musica colta contemporanea; tra queste Arve Henriksen, Stina Nordenstam e Ryuichi Sakamoto al piano.
 
Nove songs, un'ora di musica meravigliosa e immense  visioni soprannaturali.
 
Snow Borne Sorrow è un disco molto accessibile, Sylvian e Jansen esibiscono una smagliante verve compositiva.Così come nel precedente Blemish, vengono esplorate nuove direzioni musicali  caratterizzate da elementi minimali ed evolute improvvisazioni epsressive.
 
Quello che scaturisce da tali alchimie creative è una variopinta gamma di colori.  Le liriche sono pervase da un senso di distacco tipico dell'ultimo Sylvian, quasi una lotta tra dubbi e tentavivi di soluzioni e la constatazione della diffusa difficoltà insita nelle relazioni intime ed interpersonali.
 
E poi la musica, beh la musica di Snow Borne Sorrow è divina, scorre soavemente creando immagini fluttuanti, autunnali e romantiche. Si è completamente immersi in atmosfere crepuscolari, infarcite da suoni ammalianti, generate da un efficace miscuglio di spunti sperimentali e ritmi di varia natura, dal jazz all'elettronica.
 
Serotinin è una dance song conturbante ed essenziale. The Banality Of Evil ed Atom And Cell ripropongono schemi interpretativi classici dell'artista britannico che ci fanno rivivere la struggente malinconia di Briliant Trees e Secrets Of The Beehive.
 
Su tutto, la magica, onirica, affascinante ed evocativa voce di Sylvian che dona un ulteriore tocco di eleganza ad un progetto già di per se esteticamente perfetto. 

Assolutamente imperdibile.

venerdì 14 ottobre 2011

The Catalogue- Marquis De Sade


Marquis De Sade è un gruppo francese formatosi a Rennes nel 1977.
La line-up definitiva è composta da Philippe Pascal, voce;  Frank
Darcel, chitarra; Eric Morgen, percussioni; Thierry Alexandre al
basso. Notevole la collaborazione di Philippe Herpin e Daniel
Paboeuf, entrambi al sax.




Dantizig Twist e Rue De Siam gli album realizzati da Philippe
Pascal e compagni.




La musica espressa dalla band è una continua evoluzione di ritmi,
incalzanti trame compositive danno vita ad una tensione melodica
di rara intensità.


Dantzig Twist, disco di esordio, lascia il segno non solo in Francia,
ma anche tra chi non focalizzava i propri ascolti verso la musica
proveniente essenzialmente dal Regno Unito.




Di Fatto l'impatto con Dantzig Twuist è travolgente; armonicamente
l'ensamble da vita ad una sorta di fusione artistica raffinata,
staccata dall’urgenza delle passioni materiali, fatta di preziosismi
e di ricercata cultura, sempre attenta alla forma ed al risultato estetico,
capace di trasportarci in un mondo lontano, ove regna la serenità e la
contemplazione; che ha infine come canone supremo l'ideale
bellezza.






Rue De Siam viene pubblicato nel 1981 ed il missaggio è opera
di Steve Nye; è l'album della maturità, il testamento artistico.
Rispetto a Dantzig Twist è più riflessivo ed introsprettivo.




Tutta la musica dei Marquis De Sade potrebbe essere definita
una idea estremamente originale che mescola influenze dei Velvet
Underground e del periodo berlinese di David Bowie.




Originalissima la coesistenza di due sax, esperienza molto rara
nella new wave di quel tempo.


Come tutte le cose realmente belle,  che nascono per dissolversi molto presto,
i Marquis De Sade cessano la loro attività come gruppo  nel 1981, dopo il
concepimento di Rue De Siam.


lunedì 10 ottobre 2011

The Catalogue: Twin Shadow/ Forget

Ennesima nuova produzione dell'ormai label multinazionale 4AD. Twin Shadow è il nome d'arte scelto da George Lewis Jr., giovane musicista nordamericano. Nato nella Repubblica Dominicana è cresciuto in Florida, per poi trasferirsi a Boston e, definitavamente, a New York City.
 
Forget è un godibilissimo e suadente album che da linfa vitale alla scena new wave attuale, è come se fossimo accarezzati da una musica estremamente calda, morbida e non invadente. Era da tempo che non ascoltavo un prodotto così elegantemente confezionato.
 
Lewis propone sonorità che traggono spunto dalle esperienze più felici degli eighties; Josef K, Pale Fountains etc. Shooting Holes è una pop song dolcissima e maliconicamente evocativa. La voce di Lewis è accattivante ed intensa, una sorta di Morrissey dai toni più soffusi.
 
Forget,  prodotto da Chris Taylor dei Grizzly Bear, è un'opera dalle sofisticate note originate da una base melodica elettro pop raffinata e mai scontata.

Non si può restare impassibili al cospetto di tale perfezione stilistica.
 
Forget è una esperienza assolutamente indimenticabile ed un disco imprescindibile.
 

For our dreaming pleasure.

sabato 8 ottobre 2011

The Catalogue: Morrissey/ Ringleader Of The Tormentos

Musica per tutte le stagioni quella di Stephen Morrissey;
l'ex leader degli Smiths ci prende per mano, incantandoci con
il suo charme  in modo inebriante. Ringleader Of The Tormentos è stato
realizzato a Roma, nell'autunno 2006 e prodotto da Tony Visconti.  
Morrissey è emblema di eleganza e di perfezione stilistica estrema;
una esperienza che vorremmo non avesse fine.   
L'album segue di due anni, "You Are The Quarry", ennesimo  
capitolo superlativo del poeta/musicista inglese. La musica
di Ringleader Of The Tormentos scorre soavemente creando immagini
fluttuanti, autunnali e romantiche.
The Youngest Was The Most Loved è una delle song più affascinanti di sempre.
Ogni lirica è una struggente poesia e rispecchia la natura
di Morrissey.

E' come assistere alla proiezione di un film per i nostri cuori ed il nostro spirito.
Morrissey è un demiurgo che da forma a atmosfere paradisiache,
che invitano alla riflessione ed al sogno.
In "You Have Killed Me", altro brano di superba bellezza, è
illustrato, ricordando Pasolini, il tema della redenzione,
tanto  caro a Morrissey.
Definitivamente Ringleader Of The Tormentos propone momenti
di rara magia artistica. Disco di immenso spessore poetico.

venerdì 23 settembre 2011

The Catalogue: Great Lake Swimmers/ Lost Channels



Lost Channel rappresenta il disco della maturità creativa dei canadesi Great Lake Swimmers, progetto artistico del songwriter Tony Dekker. 

Per registrare Lost Channel, Dekker e compagni sono andati a monte del fiume San Lorenzo alle Thousands Islands,  luogo situato tra Toronto e Montreal, presso il confine canadese- americano, a trarre fonte immaginativa da questa zona pittoresca, magica, silenziosa.

La musica di Great Lakes Swimmers è il risultato delle visioni e dei sogni generate da tali situazioni naturali.

La voce di Tony Dekker si erge su note folk dalle tinte pastello, in sontonia con i paesaggi immensamente evocativi che le ispirano.

Lost Channels è un'opera rigorosamente acustica, ricca di fascino nostalgico di tempi passati.

Tony Dekker si avvale in Lost Channels della collaborazione di Julie Fader, flauto e voce; Greg Millson, percussioni; Darcy Yates, basso; Erin Aurich, violino, Mike Olsen, cello; Paul Aucoin, vibrafono. Da ricordare la partecipazione di Serena Ryder, voce in “Everything  Is Moving So Fast”e Bob Egan, pedal steel. 

Una perla della corrente folk- acustica indipendente contemporanea.




giovedì 22 settembre 2011

The Catalogue - David Sylvian/ Everything and Nothing

Everything and Nothing è una retrospettiva antologica pubblicata
come doppio Cd dalla Virgin nell'ottobre del 2000. Essa certamente contiene 

i momenti più raffinati ed identificativi della musica di David Sylvian.
 


L'opera contiene alcune delle songs più espressive, affascinanti e coinvolgenti
degli ultimi  decenni.
 


Musicalmente Everything and Nothing racchiude una gamma di suoni 
ricca ed elegante in ogni sua sfumatura; notevole il fascino creato 
dalla fusione tra spiritualità e culture orientali, tanto care al vocalist 
e compositore inglese.
 


E' come se il tempo si fosse fermato, tanta è la freschezza armonica che
scaturisce da tale collage di ritmi e liriche molto suggestive.  Ben tredici 
tracce estrapolate da Aside e Bside di singoli, altre ancora rimissate e reincise.
 


David Sylvian sarà in tour a marzo del 2012,"Implausible Beauty
tour", che dovrebbe avere inizio in Italia, a Padova, per poi toccare  
Milano, Roma, Bologna ed altre città europee..
 



Il programma definitivo del'Implausible Beauty 2012 tour  sarà comunque
disponibile venerdì 23 settembre.

mercoledì 21 settembre 2011

The Catalogue - Stars/ The Five Ghosts


Montreal è una città dove in inverno gran parte della gente trascorre
molto tempo in casa, a riparo dal glaciale clima che la caratterizza,
bevendo vino rosso e cercando di riscaldare i propri cuori.
Alcuni trovano l'amore, altri lo perdono.
Altri ancora dormono soltanto, assaporando l'estasi di un ozio
inevitabilmente protratto nel tempo.  Da Montreal provengono
gli Stars;  un quartetto composto da Torquill Campbell, Evan Cranley,
Amy Millian e Chris Seligman.
 

The Five Ghosts è l'ultimo lavoro del gruppo canadese; anche in questo,
come nei precedenti albums, veniamo a contatto con un magico collage di suoni
elettronici ed acustici che impressionano per la loro delicatezza e perfezione.
Rimembranze di New Order, Style Council, Devine & Statton e di esperienze
attuali, Grandaddy, si mescolano tra loro rendendo possibile una
evoluzione di suoni dalle molteplici sfaccettature.
 

Wave elettronica romantica giocata sulla semplicità compositiva.
Ballate notturne, malinconiche ed eteree ricordano i migliori
Smiths di Morrissey. Gli Stars creano musica pervasa dal buon gusto,
indispensabile in questi anni caratterizzati dall'estremo cattivo gusto.
 

Gli Stars rappresentano artisticamente la propria idea di bellezza,
guardando, magari inconsapevolmente, al passato.


La loro musica è brillante e si adatta alle stagioni che viviamo;
essa è solare e crepuscolare allo stesso tempo.





 

martedì 20 settembre 2011

The Catalogue - The Pineapple Thief


Pineapple Thief è il progetto artistico dell'eclettico autore tedesco Bruce Soord. Con lui Jon Sykes, Keith Harrison, Wayne Higgins e  Matt O'Leary. Musicalmente Bruce Soord esordisce, al fianco di Neil Randall, co Vulgar Unicorn, tre album all'attivo.

Ascoltando i dischi del gruppo, ormai britannico d'adozione, veniamo a contatto con un suono di chiara derivazione progressive, molto romantico e dai ritmi delicati ed eterogenei. L'appartenenza alla Cyclops, label indipendente britannica di prog rock, estremamente attiva nelle produzioni alternative, permette  agevolmente di determinare la naturale collocazione della band.  Variation On A Dream è certamente l'opera più matura dell'ensanble.
 
Percettibili sfumature portano alla mente Radiohead, Porcupine Tree o i Genesis di The Lamb Lies Down On Brodway. La musica dei Pineapple Thief passa da un estremo minimalismo ritmico ad  avvolgenti armonie, oscure, malinconiche, ma sempre policrome e coinvolgenti,  in continua evoluzione.


domenica 18 settembre 2011

The Catalogue - Cibelle Cavalli



Cibelle Cavalli, attrice e musicista, è uno dei talenti più eccitanti e seducenti tra le nuove tendenze musicali brasiliane. Nata e formatasi a  São Paulo, metropoli  ricca di fermenti artistici e culturali, raggiunge  discreta notorietà come vocalist dll'album São Paulo Confessions,  opera del produttore slavo, trapiantato in Brasile, Suba  (1961-1999).

Gli intrecci stilistici che caratterizzano la sua musica danno vita ad armonie delicate  ed oniriche. Una coesistenza di ritmi bossa nova, downtempo, samba-soul, jazz, raffinati spunti elettronici e trame psichedeliche divinamente armonizzate con  melodie post rock, tipiche della migliore tradizione avangurdistica europea e  nordamericana, accompagnano la sua intensa e bellissima voce.
 
Las Venus Resort Palace Hotel, album pubblicato nel 2010 sempre dalla Crammed Discs, è il suo ultimo lavoro. Dopo lo splendido debutto del 2003 ed alcuni momenti non esaltanti,  The Shine of Dried Electric Leaves, l'eterea ed affascinante  polistrumentista brasiliana ritorna con un'opera estremamente godibile. 

Cibelle è la nuova musica brasiliana nel mondo, tranne che in Brasile, dove le sue intuizioni, evolute e sofisticate rispetto al limitato gusto popolare, la rendono una artista cult. 


Discografia


Cibelle- 2003
  
The Shine of Dried Electric Leaves- 2006
  
Las Vênus Resort Palace Hotel-2010