lunedì 27 febbraio 2012
Playlist Tendenziale Febbraio
Belle & Sebastian/ The Boy with the Arab Strap
Blonde Redhead/ 23
Every Silver Lining Has A Cloud/ Same
Feist/ Metal
Feist/ The Reminder
Girls/ Father, Son, Holy Ghost
Josh T. Pearson/ Last of the Country Gentleman
Ryuichi Sakamoto/ Playing The Piano
The National/ High Violet
Wim Mertens/ Stratégie De La Rupture
martedì 17 gennaio 2012
Trembling Blue Stars Beth Arzy Interview
Intervista di Monica Mazzoli
Poche certezze costellano l'esistenza, le persone cambiano, crescono, i sentimenti si attenuano o rinforzano con il trascorrere del tempo. Però c'è qualcosa che non cambia o quantomeno sembra non cambiare mai... la passione, irrazionale e tentatrice.
E’ un piacere avere l’opportunità di intervistare Beth Arzy. Gli anni passano, ma la voglia di mettersi in gioco e di lasciarsi trasportare da nuove passioni, no. Gli estimatori di certo pop dalle forti venature malinconiche ricorderanno bene il suo passato nei Trembling Blue Stars e negli Aberdeen. Da qualche mese Beth Arzy si è cimentata in una nuova avventura, è entrata a far parte come additional vocalist dei Charlie Big Time, una giovane pop band di Bolton, Uk.
Beth, come ti trovi in questa nuova esperienza? E’ un po’ come ritornare indietro nel tempo e lavorare con una band emergente.
Beh, non c'è stato propriamente un break. Io e Bobby, a Settembre 2010, abbiamo registrato l'ultimo Ep dei TBS, pubblicato nel Maggio 2011. Volevamo fare le cose a modo nostro- Elefant Records ci ha cortesemente supportati in questo-, includendo anche una cover di una canzone degli Wire ed un acusmatico remix di Robert Hampson, vero e proprio eroe musicale per me e Bobby. La copertina è di uno dei miei artisti del suono preferiti, Runar Magnusson, questa volta eravamo realmente in grado di fare le cose a modo nostro mettendo i TBS in primo piano. Durante Maggio/Giugno dello scorso anno, sono stata in California per alcuni spettacoli e registrazioni con la mia vecchia band Aberdeen, che mi aspetto nonvedranno mai la luce. Tutto quello che posso dire a riguardo è che "non si può mai tornare a casa". Con i Charlie Big Time ho praticamente forzato la mia strada nella band. Mi hanno inviato una canzone da ascoltare e suonava così naturale ed old school, un pò come The Housemarstins o i Crowded House... musica direttamente dal cuore, non influenzata dall'indie schmindie ed intrisa della piovosa Inghilterra del Nord. Ci sono stata un paio di mesi fa, per registrare dei cori. Sono dei ragazzi davvero adorabili e modesti. Abbiamo registrato per circa tre ore nella stanza degli ospiti della casa di Matthew, ed altre sei ore nei pub locali. Un totale approccio alla musica, senza pressioni alcune. Adorano comporre e scrivere ottime canzoni, senza la necessità di appartenere ad una qualsiasi scena. Pur essendo in giro da parecchio tempo, non sono di certo una band emergente, si dimostrano molto rilassati, cosa che io amo. Nessuno m'ha costretta a fare qualcosa e questo m'ha messa completamente a mio agio.
Niente dura per sempre. La vita è come un libro, è bello sfogliare le pagine, immedesimarsi nelle varie avventure, per poi giungere alla fine. E’ cominciare un nuovo libro. Ogni tanto però è bello riguardare le vecchie foto e ricordare i momenti più belli dei tempi che furono, senza per questob essere nostalgici. Beth, ti andrebbe di raccontarci gli attimi più belli vissuti con i Trembling Blue Stars?
Il tempo trascorso con i TBS è stato brillante e difficilmente troverai tre tizi più piacevoli di Bobby, Keris e Jonathan. Credo che Jonathan fosse l'unico a non odiare i tour o il suonare dal vivo, ed è sempre stato disponibile per qualsiasi cosa. Il resto di noi sembrava piuttosto infelice d'essere coinvolto in concerti. Era più divertente passare del tempo con loro, piuttosto che fare cose da band! La registrazione non è stata proprio una "cosa da band", infatti ognuno di noi ha registrato le proprie parti in tempi diversi. Partecipare alla sessione di Mark Radcliffe è stato molto divertente, lo è stato anche suonare a Berlino, beh, non tanto il suonare, ma l'essere a Berlino, quando Jono s'è perso, o in Spagna, quando Bobby cadde in mare. L'Elefant Records s'è sempre dimostrata accogliente ed essere andati in Spagna con loro è stato molto piacevole, pur dovendo suonare ai concerti e stare svegli fino a tardi. Lì, tutto accade veramente tardi e, proprio quando saremmo dovuti avanti, eravamo già tutti pronti in pigiama, salvo per Jono . Ho un vago ricordo di me, in Spagna, mentre tornavo a piedi al nostro hotel. Erano circa le 4:00 del mattino, avevo gli occhi annebbiati, ed una sconosciuta ragazza spagnola chiacchierava con me tenendomi per mano. Quelli si che erano bei tempi.
Prima di salutarci, mi piacerebbe farti un ultima domanda, che ho sempre desiderato farti, quando canti a cosa pensi, cioè mi spiego, nella tua mente si creano un flusso di immagini o ti concentri esclusivamente sulla melodia.
Io non sono una cantante tradizionale, così penso di solito "non scazzare, non scazzare, ricorda e le parole" . Non sono mai rilassata abbastanza per pensare alla melodia od a immagini. Se io sto cantando una canzone triste, a volte cerco di pensare a qualcosa di triste- come Bruno Schleinstein- attore, pittore e musicista tedesco ndr. - ma i trucchi dei cantanti non funzionano con me perché io non sono realmente una cantante
Beh, non c'è stato propriamente un break. Io e Bobby, a Settembre 2010, abbiamo registrato l'ultimo Ep dei TBS, pubblicato nel Maggio 2011. Volevamo fare le cose a modo nostro- Elefant Records ci ha cortesemente supportati in questo-, includendo anche una cover di una canzone degli Wire ed un acusmatico remix di Robert Hampson, vero e proprio eroe musicale per me e Bobby. La copertina è di uno dei miei artisti del suono preferiti, Runar Magnusson, questa volta eravamo realmente in grado di fare le cose a modo nostro mettendo i TBS in primo piano. Durante Maggio/Giugno dello scorso anno, sono stata in California per alcuni spettacoli e registrazioni con la mia vecchia band Aberdeen, che mi aspetto nonvedranno mai la luce. Tutto quello che posso dire a riguardo è che "non si può mai tornare a casa". Con i Charlie Big Time ho praticamente forzato la mia strada nella band. Mi hanno inviato una canzone da ascoltare e suonava così naturale ed old school, un pò come The Housemarstins o i Crowded House... musica direttamente dal cuore, non influenzata dall'indie schmindie ed intrisa della piovosa Inghilterra del Nord. Ci sono stata un paio di mesi fa, per registrare dei cori. Sono dei ragazzi davvero adorabili e modesti. Abbiamo registrato per circa tre ore nella stanza degli ospiti della casa di Matthew, ed altre sei ore nei pub locali. Un totale approccio alla musica, senza pressioni alcune. Adorano comporre e scrivere ottime canzoni, senza la necessità di appartenere ad una qualsiasi scena. Pur essendo in giro da parecchio tempo, non sono di certo una band emergente, si dimostrano molto rilassati, cosa che io amo. Nessuno m'ha costretta a fare qualcosa e questo m'ha messa completamente a mio agio.
Niente dura per sempre. La vita è come un libro, è bello sfogliare le pagine, immedesimarsi nelle varie avventure, per poi giungere alla fine. E’ cominciare un nuovo libro. Ogni tanto però è bello riguardare le vecchie foto e ricordare i momenti più belli dei tempi che furono, senza per questob essere nostalgici. Beth, ti andrebbe di raccontarci gli attimi più belli vissuti con i Trembling Blue Stars?
Il tempo trascorso con i TBS è stato brillante e difficilmente troverai tre tizi più piacevoli di Bobby, Keris e Jonathan. Credo che Jonathan fosse l'unico a non odiare i tour o il suonare dal vivo, ed è sempre stato disponibile per qualsiasi cosa. Il resto di noi sembrava piuttosto infelice d'essere coinvolto in concerti. Era più divertente passare del tempo con loro, piuttosto che fare cose da band! La registrazione non è stata proprio una "cosa da band", infatti ognuno di noi ha registrato le proprie parti in tempi diversi. Partecipare alla sessione di Mark Radcliffe è stato molto divertente, lo è stato anche suonare a Berlino, beh, non tanto il suonare, ma l'essere a Berlino, quando Jono s'è perso, o in Spagna, quando Bobby cadde in mare. L'Elefant Records s'è sempre dimostrata accogliente ed essere andati in Spagna con loro è stato molto piacevole, pur dovendo suonare ai concerti e stare svegli fino a tardi. Lì, tutto accade veramente tardi e, proprio quando saremmo dovuti avanti, eravamo già tutti pronti in pigiama, salvo per Jono . Ho un vago ricordo di me, in Spagna, mentre tornavo a piedi al nostro hotel. Erano circa le 4:00 del mattino, avevo gli occhi annebbiati, ed una sconosciuta ragazza spagnola chiacchierava con me tenendomi per mano. Quelli si che erano bei tempi.
Prima di salutarci, mi piacerebbe farti un ultima domanda, che ho sempre desiderato farti, quando canti a cosa pensi, cioè mi spiego, nella tua mente si creano un flusso di immagini o ti concentri esclusivamente sulla melodia.
Io non sono una cantante tradizionale, così penso di solito "non scazzare, non scazzare, ricorda e le parole" . Non sono mai rilassata abbastanza per pensare alla melodia od a immagini. Se io sto cantando una canzone triste, a volte cerco di pensare a qualcosa di triste- come Bruno Schleinstein- attore, pittore e musicista tedesco ndr. - ma i trucchi dei cantanti non funzionano con me perché io non sono realmente una cantante
mercoledì 4 gennaio 2012
Ten Songs To...
Feist/ Anti-Pioneer
Feist/ The Bad in Each Other
Feist/ Caught a Long Wind
Feist/ Get It Wrong Get It Right
Feist/ A Commotion
Feist/ The Circle Married the Line
PJ Harvey/ Let England Shake
PJ Harvey/ The Colour of Heart
Bon Iver/ Calgary
Bon Iver/ Perth
Playlist Tendenziale Gennaio
AA.VV/ Dark Was the Night
Beirut/ Gulag Orkestar
Bill Evans Trio/ Waltz for Debby
Bon Iver/ Bon Iver
Breathless/ Chasing Promises
Destroyer/ Kaputt
Feist/ Metal
PJ Harvey/ Let England Shake
Trembling Blue Stars/ The Last Holy Writer
Wild Beast/ Two Dancers
martedì 27 dicembre 2011
Insidious - Regia: James Wan
Interpreti: Leigh Whannell, Barbara Hershey, Lin Shaye, Patrick Wilson, Rose Byrne, Jeannette Sousa, J. LaRose, Angus Sampson, Ty Simpkins, Andrew Astor, Derick Alexander, Johnny Yong Bosch, Josh Feldman, Philip Friedman, Kimberly Ables Jindra, Caslin Katsaros, Derrick Oliver, Ruben Pla, Chelsea Tavares, Heather Tocquigny, Corbett Tuck.
Durata: h 1.38 Nazionalità: USA 2011 Genere: horror
James Wan, conosciuto prettamente per aver girato l'opinabile "Saw - L'enigmista" (2004) - e prodotto la relavita prolissa e presuntuosa saga -, a tre anni dal suo ultimo lavoro registico, "Death Silence" (2007), torna a dirigere sedendosi dietro la sua bieca cinepresa. "Insidious" ricalca la classica trama della possessione demoniaca, elemento banalotto ed abusato, ma recentemente poco trattato dall'ambiente cinematografico, alla quale fa però capo l'elemento innovativo del viaggio astrale, esperienza extracorporea che conduce in una dimensione profana per chiunque sia vivo.
Il prodotto appare promettente, gode di una regia digeribile e di alcune scene imprevedibili che fanno saltar giu dalla sedia; un vero peccato, però, che il contenuto prettamente edibile si consumi praticamente nel solo primo tempo. Le buone premesse verranno del tutto smantellate da una lunga ed imbarazzante sequenza finale, degna della peggior fiera carnascialesca paesana...
Avete mai provato a rinchiudere degli spiriti incazzati dentro uno sgabuzzino e bloccarne la porta con una seggiola? Un'insidia davvero poco "insidiosa" per i miei gusti!
Il prodotto appare promettente, gode di una regia digeribile e di alcune scene imprevedibili che fanno saltar giu dalla sedia; un vero peccato, però, che il contenuto prettamente edibile si consumi praticamente nel solo primo tempo. Le buone premesse verranno del tutto smantellate da una lunga ed imbarazzante sequenza finale, degna della peggior fiera carnascialesca paesana...
Avete mai provato a rinchiudere degli spiriti incazzati dentro uno sgabuzzino e bloccarne la porta con una seggiola? Un'insidia davvero poco "insidiosa" per i miei gusti!
Voto 4½
Vik Korova
domenica 18 dicembre 2011
2011 Best Music
Beirut/ The Rip Tide
David Sylvian/ Died in the Wool
Hammock/ Asleep in the Downlights
James Blake/ James Blake
Josh T. Pearson/ Last of the Country Gentleman
Megafaun/ Megafaun
Oneohtrix Point Never/ Replica
Radiohead/ The Kings of Limbs
Sara Lov/ I Already Love You
St. Vincent/ Strange Mercy
venerdì 16 dicembre 2011
The Top Ten Albums of 2011
Bon Iver/ Bon Iver
Destroyer/ Kaputt
Girls/ Father, Son, Holy Ghost
M83/ Hurry Up, We're Dreaming
Mogwai/ Hardcore Will Never Die, But You Will
My Morning Jacket/ Circuital
PJ Harvey/ Let England Shake
Thurston Moore/ Demolished Thoughts
Wilco/ The Whole Love
Wire/ Red Barked Tree
mercoledì 7 dicembre 2011
Trong Hay Ngoai Tay Em (With Or Without Me) di Swann Dubus e Phuong Thao Tran
Pulsioni di vita e di morte. Un documentario che inquadra la spettrale situazione di una regione agricola dell’attuale Vietnam, al confine con il Laos, dove gli abitanti si barcamenano pericolosamente tra la raccolta del riso, la noia e l’eroina.
L’Aids è sempre dietro l’angolo, pericolo sottovalutato e atteso, incubo per familiari e parenti dei sieropositivi. E la macchina da presa dei giovani registi, il francese Swann Dubus e il vietnamita Thao Tran, è fedele testimone della vita e dei pensieri di Thi e Chung, due destini accomunati dalla stessa attesa di morte. Entrambi tossicodipendenti e sieropositivi, vivono per non morire. Ma mentre la disperazione di Thi è proiettata verso un futuro che vorrebbe costruire “smettendo domani” di drogarsi, Chun è fermamente proiettato verso la fine. Si rivolge al padre defunto come a un compagno di vita e confessore; vive per sua stessa ammissione come uno zombie, un non morto, una vita non vita.
Il film procede per accumulazione: di pensieri, situazioni, drammi familiari, piaga dello spaccio e piccoli gesti. Ed è qui che si fa autenticamente commovente ed eticamente inattaccabile: la vera addiction che racconta è quella della solitudine, della droga associata all'abisso della tristezza, persino le canzoni che si scrivono e cantano nella zona parlano ormai di eroina e di come affrontarla. Piani sequenza che inseguono ed avvolgono e una voice over, i pensieri dei due protagonisti e dei loro familiari, che trasforma la testimonianza in cinema: la solitudine che Thi e Chung manifestano crea molta più disperazione dell’Aids e le inquadrature che li scoprono a farsi nei campi sono di una disperazione lacerante e controllata.
"Con me o senza di me il mondo sarà lo stesso": è il germe della depressione che origina i fenomeni associati alla droga. E tentare di analizzarli in un Paese in via di sviluppo che “assaggia” da poco la ricchezza è il vero grande merito del bel documentario di Dubus e Tran.
Pietro Masciullo
Pietro Masciullo
martedì 6 dicembre 2011
Anna Domino- On The Hudson (Demo)
On The Hudson è una composizione che appartiene a un demo che la stessa songwriter ci ha inviato tempo fà.
Abbiamo pensato che non sarebbe stato giusto nascondere al mondo tale manifestazione artistica di immensa bellezza.
La musica è l'ideale colonna sonora di una poesia raffinata, staccata dalla urgenza delle passioni, ricca di preziosismi e memorie, abile a trasportarci in un mondo lontano, ove regnano la serenità e la contemplazione.
Abbiamo pensato che non sarebbe stato giusto nascondere al mondo tale manifestazione artistica di immensa bellezza.
La musica è l'ideale colonna sonora di una poesia raffinata, staccata dalla urgenza delle passioni, ricca di preziosismi e memorie, abile a trasportarci in un mondo lontano, ove regnano la serenità e la contemplazione.
www.youtube.com
giovedì 1 dicembre 2011
Playlist Tendenziale Dicembre
Cat Power/ You Are Free
Girls/ Father, Son, Holy Ghost
Lisa Germano/ Geek the Girl
Hammock/ Asleep in the Downlights
PJ Harvey/ Stories from the City, Stories from the Sea
Sara Lov/ I Already Love You
St. Vincent/ Strange Mercy
Sufjan Stevens/ All Delighted People EP
The National/ High Violet
Zun Zun Egui/ Katang
martedì 29 novembre 2011
Sara Lov/ I Already Love You
Abbiamo sempre pensato che Sara Lov, creatrice con Dustin O'Halloran dei Devics, fosse una delle autrici più affascinanti tra le tante che popolano il panorama musicale indipendente, e pensavamo bene.
I Already Love You, il suo nuovo album, pubblicato dalla Splinter/Irma, è una raccolta di sublimi e delicatissime manifestazioni artistiche.
In questa ammaliante opera la Lov rivisita in modo originalissimo diversi classic dei nostri tempi.
La freschezza e la bellezza del risultato finale sta non tanto nella scelta del prodotto che lo ha determinato, ossia i titoli delle varie tracks, ma bensì nelle capacità interpratative ed espressive della musicista nordamericana.
I Already Love You si evolve seguendo un contesto ispirativo delicato, evocativo e mai ripetitivo.
I Already Love You, il suo nuovo album, pubblicato dalla Splinter/Irma, è una raccolta di sublimi e delicatissime manifestazioni artistiche.
In questa ammaliante opera la Lov rivisita in modo originalissimo diversi classic dei nostri tempi.
La freschezza e la bellezza del risultato finale sta non tanto nella scelta del prodotto che lo ha determinato, ossia i titoli delle varie tracks, ma bensì nelle capacità interpratative ed espressive della musicista nordamericana.
I Already Love You si evolve seguendo un contesto ispirativo delicato, evocativo e mai ripetitivo.
Atmosfere tipiche di giornate uggiose si manifestano in tutto il loro tono romantico e crepuscolare. Tinte pastello e colori comunque tenui animano un affresco musicale intensamente raffinato.
Le liriche parlano di amori, più o meno felici, di rapporti interpersonali e generazionali, insomma ciò che viviamo giornalmente.
Ogni momento del disco è meritevole di citazione; noi desideriamo soltanto soffermarci su Papa Was A Rodeo, brano dei Magnetic Fields, che dopo questa rivisitazione si collaca tra quelle cose che trascendono ogni razionale criterio di bellezza e Square Heart, dei Black Heart Procession, retta da pianoforte e violino.
Anche I Already Love You sarà nella nostra Top Ten del 2011.
Disponibile su annieroses intervista ai Devics, effettuata in occasione della pubblicazione di Push the Heart.
Le liriche parlano di amori, più o meno felici, di rapporti interpersonali e generazionali, insomma ciò che viviamo giornalmente.
Ogni momento del disco è meritevole di citazione; noi desideriamo soltanto soffermarci su Papa Was A Rodeo, brano dei Magnetic Fields, che dopo questa rivisitazione si collaca tra quelle cose che trascendono ogni razionale criterio di bellezza e Square Heart, dei Black Heart Procession, retta da pianoforte e violino.
Anche I Already Love You sarà nella nostra Top Ten del 2011.
Disponibile su annieroses intervista ai Devics, effettuata in occasione della pubblicazione di Push the Heart.
lunedì 28 novembre 2011
The Catalogue: Midaircondo/ Shopping For Images - Interview
Midaircondo è un trio svedese formato da Lisa Nordstrom, Lisen Rylander e Malin Dahlstrom.
Shopping For Images, primo album pubblicato dalla Type Records, è stato preceduto ed abbondantemente influenzato dall'importante attività concertistica della band.
Le live performances delle Midaircondo sono caratterizzate da una spiccata visualità, che ha come sottofondo musica elettroacustica dove sax, flauto e voci incontrano spunti elettronici essenzialmente minimali; la consolidata esperienza live è quindi divenuta la base successivamente rirpoposta in studio.
Shopping For Images è una raccolta di spunti compositivi che si evolvono in modo estremamente coerente.
La natura dell'opera prima delle artiste nordeuropee rende naturale la sua collocazione tra quelle produzioni poco comuni nell'ambito delle tendenze musicali di ricerca alternative contemporanee.
Di notevole interesse gli esperimenti vocali che ci permettono di godere di intuizioni mutevoli ed eteree.
Musica adatta ad un certo cabaret metropolitano, potremmo definirla.
Shopping For Images è un lavoro di estrema eleganza stilistica che dà nuova linfa alla scontata e poco dinamica corrente europea elettronica colta.
Pure il suo affascinante lato romantico contribuisce ad accrerscene i tanti meriti.
Shopping For Images, primo album pubblicato dalla Type Records, è stato preceduto ed abbondantemente influenzato dall'importante attività concertistica della band.
Le live performances delle Midaircondo sono caratterizzate da una spiccata visualità, che ha come sottofondo musica elettroacustica dove sax, flauto e voci incontrano spunti elettronici essenzialmente minimali; la consolidata esperienza live è quindi divenuta la base successivamente rirpoposta in studio.
Shopping For Images è una raccolta di spunti compositivi che si evolvono in modo estremamente coerente.
La natura dell'opera prima delle artiste nordeuropee rende naturale la sua collocazione tra quelle produzioni poco comuni nell'ambito delle tendenze musicali di ricerca alternative contemporanee.
Di notevole interesse gli esperimenti vocali che ci permettono di godere di intuizioni mutevoli ed eteree.
Musica adatta ad un certo cabaret metropolitano, potremmo definirla.
Shopping For Images è un lavoro di estrema eleganza stilistica che dà nuova linfa alla scontata e poco dinamica corrente europea elettronica colta.
Pure il suo affascinante lato romantico contribuisce ad accrerscene i tanti meriti.
Midaircondo Interview
Incontro le tre compositrici svedesi in occasione dell'esibizione di Palermo e non ho perso la chance di intervistarle. Lisa, Lisen e Malin si presentano puntuali all'appuntamento, per nulla euforizzate dall'improvviso successo.
Da dove nasce il vostro nome
Abbiamo cercato di fare mente locale ed abbiamo pensato a tanti differenti nomi ed è nato, inaspettatamente Midaircondo...un luogo che volteggia nell'aria e che ci trasporta verso l'alto quando suoniamo lanostra musica, un luogo dove tutto è permesso e possibile; insomma un luogo chiuso ma senza pareti, nè muri.
Avete stilisticamente dei punti di riferimento.
Noi ascoltiamo e siamo influenzate da tanti tipi di musica. Sono importanti i suoni con cui quotidianamente veniamo a contatto e non ci piace indirizzare il nostro interesse su un gere indefinito. Desideriamo essere molto aperte ed avere una visione completa del mondo che ci circonda.
( della serie: nessuno stile di riferimento, siamo capiscuola- n.d.r.)
Siete impegnate in una intensa attività concertistica; che rapporto avete con i vostri fans.
Le nostre live performances sono basate sull'improvvisazione e non decidiamo a priori quello che suoneremo, lasciamo che sia il posto dove ci esibiamo ed il pubblico presente ad influenzare le nostre esibizioni. Ogni concerto è una nuova situazione ed è bello interagire con essa. Tutto accade in quel determinato momento e ci permette di esplorare e comprendere quello che produciamo di volta in volta; ed è il nostro pubblico a rendere tutto ciò possibile. Ci avvaliamo delle idee della nostra designer, Maria Nordstrom, che crea nonsolo gli effetti visivi ma anche gli abiti che indossiamo on stage.
Avete firmato per la Type Records; siete soddisfatte del lavoro fatto fino ad ora.
Si, siamo molto felici! Abbiamo avuto una straordinaria collaborazione con Andreas Tilliander, che ha curato il missaggio. Abbiamo registrato in due sessioni, Stoccolma e Goteborg. Alune delle tracks sono registrazioni di improvvisazioni, altre sketches di pezzi antecedenti alle registrazioni. Abbiamo girato anche un video di Serenade, diretto da Hanna Elin Ahman.
Midaircondo è recentemente diventato un duo, per l'abbandono di Malin Dahlstrom, ed ha pubblicato un altro pregevole disco, Curtain Call, per la Twin Seed Recordings.
mercoledì 23 novembre 2011
The Catalogue: Clap Your Hands Say Yeah
Mettete insieme i Talking Heads di David Byrne, Feelies ed i freschissimi Interpol e potrete avere un termine di paragone per definire la musica di Clap Your Hands Say Yeah, band della East Coast statunitense che anima la scena indie-rock contemporanea.
Il gruppo è composto da Alec Ounsworth, Lee Sargent, Robbie Guertin, Tyler Sargent e Sean Greenhalgh.
Clap Your Hands Say Yeah è l'eccitante opera d'esordio del quintetto nordamericano.
L'album si avvia a superare le 40.000 vendute; tante se si considera che soltanto recentemente il disco è stato ristampato ed immerso sul mercato discografico dalla Wichita/V2. Precedentemente il CD, una autoproduzione estremamente indipendente, poteva essere acquistato esclusivamente on-line attraverso il sito ufficiale dell'ensamble newyorkese.
Clap Your Hands Say Yeah è una raccolta di canzoni composte all'insegna di un rock genuino e senza fronzoli che si sposa con eccentriche melodie pop.
La sua essenzialità sonora è tipica delle nuove produzioni della scena musicale alternativa della Grande Mela.
Ogni nota emana una scintillante energia positiva in grado di suscitare momenti di notevole capacità evocativa.
E' come ritornare indietro nel tempo, vivendo nel presente. La semplicità che lo caratterizza rende il suo ascolto immediato ed accattivante.
La musica è tutta giocata su scarni ed ipnotici intuizioni geometriche che fanno da supporto alla energica e nevrotica voce di Alec Ounsworth.
Il gruppo è composto da Alec Ounsworth, Lee Sargent, Robbie Guertin, Tyler Sargent e Sean Greenhalgh.
Clap Your Hands Say Yeah è l'eccitante opera d'esordio del quintetto nordamericano.
L'album si avvia a superare le 40.000 vendute; tante se si considera che soltanto recentemente il disco è stato ristampato ed immerso sul mercato discografico dalla Wichita/V2. Precedentemente il CD, una autoproduzione estremamente indipendente, poteva essere acquistato esclusivamente on-line attraverso il sito ufficiale dell'ensamble newyorkese.
Clap Your Hands Say Yeah è una raccolta di canzoni composte all'insegna di un rock genuino e senza fronzoli che si sposa con eccentriche melodie pop.
La sua essenzialità sonora è tipica delle nuove produzioni della scena musicale alternativa della Grande Mela.
Ogni nota emana una scintillante energia positiva in grado di suscitare momenti di notevole capacità evocativa.
E' come ritornare indietro nel tempo, vivendo nel presente. La semplicità che lo caratterizza rende il suo ascolto immediato ed accattivante.
La musica è tutta giocata su scarni ed ipnotici intuizioni geometriche che fanno da supporto alla energica e nevrotica voce di Alec Ounsworth.
Un disco incantevole e prezioso. Calorosamente consigliato.
martedì 22 novembre 2011
The Notwist/ "The Devil, You + Me"
I Notwist si formano nel 1989 a Weilheim, Monaco. All'inizio il loro sound, alimentato da una viscerale estetica sonora, è usualmente associato a certo Hardcore Metal.
Nel 2002 la band tedesca da vita a Neon Golden, uno stupendo album a tutt'oggi estremamente affascinante ed originale, che è stato anche il proprio maggiore successo commerciale e che ha ottenuto globalmente grandi successi di critica.
In Neon Golden è rintracciabile una chiara ispirazione sperimentale che si stempera in intuizioni pop molto efficaci; su tale ampia gamma di suoni si erge la romantica e malinconica voce di Markus Acher.
The Devil, "you + me", è stato composto quale soundtrack del film "Storm", di Hans-Christian Schmid; storia di una possibile testimone di crimini commessi durante la guerra bosniaca.
In esso emerge costantemente il passato dell'ensamble bavarese, ossia quella fusione di jazz, rock ed elettronica, ed il lato tendenzialmente più esplorativo, tipico delle ultime produzioni del trio. E' proprio l'incontro di tali estremi a rendere The Devil, "you + me" un disco dalle molteplici sfaccettature armoniche.
L'album si manifesta efficacemente già dalla straordinaria apertura di "Lies Good", fino al fragile e sommerso lirismo di "Gone Gone Gone".
La musica percorre i sentieri di un equilibrato e pacato linguaggio espressivo; toni sobriamente scanditi, generati da delicati ritmi elettronici, danno vita ad atmosfere intimiste e soffici.
I testi esplorano il disagio esistenziale dell'individuo contemporaneo che si traduce a volte in particolari stati d'animo fatti di tristezza, disperazione ed angoscia; presente anche la constatione ed il rifiuto dell'inevitabile e monotono ciclo della vita e della morte.
Markus Acher, Michael Acher e Mecki Messerschmid allietaranno con siffatta godibilissima produzione gli amanti della musica alternativa ed evoluta attuale, identificabile in gruppi come Radiohead, certi recenti Wilco etc.
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