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martedì 17 gennaio 2012

Trembling Blue Stars Beth Arzy Interview



Intervista di Monica Mazzoli

Poche certezze costellano l'esistenza, le persone cambiano, crescono, i sentimenti si attenuano o rinforzano con il trascorrere del tempo. Però c'è qualcosa che non cambia o quantomeno sembra non cambiare mai... la passione, irrazionale e tentatrice.


E’ un piacere avere l’opportunità di intervistare Beth Arzy. Gli anni passano, ma la voglia di mettersi in gioco e di lasciarsi trasportare da nuove passioni, no. Gli estimatori di certo pop dalle forti venature malinconiche ricorderanno bene il suo passato nei Trembling Blue Stars  e negli Aberdeen. Da qualche mese Beth Arzy si è cimentata in una nuova avventura, è entrata a far parte come additional vocalist dei Charlie Big Time, una giovane pop band di Bolton, Uk.

Beth, come ti trovi in questa nuova esperienza? E’ un po’ come ritornare indietro nel tempo e lavorare con una band emergente.

Beh, non c'è stato propriamente un break. Io e Bobby, a Settembre 2010, abbiamo registrato l'ultimo Ep dei TBS, pubblicato nel Maggio 2011. Volevamo fare le cose a modo nostro- Elefant Records ci ha cortesemente supportati in questo-, includendo anche una cover di una canzone degli Wire ed un acusmatico remix di Robert Hampson, vero e proprio eroe musicale per me e Bobby. La copertina è di uno dei miei artisti del suono preferiti, Runar Magnusson, questa volta eravamo realmente in grado di fare le cose a modo nostro mettendo i TBS in primo piano. Durante   Maggio/Giugno dello scorso anno, sono stata in California per alcuni spettacoli e registrazioni con la mia vecchia band Aberdeen, che mi aspetto nonvedranno mai la luce. Tutto quello che posso dire a riguardo è che "non si può mai tornare a casa".  Con i Charlie Big Time ho praticamente forzato la mia strada nella band. Mi hanno inviato una canzone da ascoltare e suonava così naturale ed old school, un pò come The Housemarstins o i Crowded House... musica direttamente dal cuore, non influenzata dall'indie schmindie ed intrisa della piovosa Inghilterra del Nord. Ci sono stata un paio di mesi fa, per registrare dei cori. Sono dei ragazzi davvero adorabili e modesti. Abbiamo registrato per circa tre ore nella stanza degli ospiti della casa di Matthew, ed altre sei ore nei pub locali. Un totale approccio alla musica, senza pressioni alcune. Adorano comporre e scrivere ottime canzoni, senza la necessità di appartenere ad una qualsiasi scena. Pur essendo in giro da parecchio tempo, non sono di certo una band emergente, si dimostrano molto rilassati, cosa che io amo. Nessuno m'ha costretta a fare qualcosa e questo m'ha messa completamente a mio agio.

Niente dura per sempre. La vita è come un libro, è bello sfogliare le pagine, immedesimarsi nelle varie avventure, per poi giungere alla fine. E’ cominciare un nuovo libro. Ogni tanto però è bello riguardare le vecchie foto e ricordare i momenti più belli dei tempi che furono, senza per questob  essere nostalgici. Beth, ti andrebbe di raccontarci gli attimi più belli vissuti con i Trembling Blue Stars?

Il tempo trascorso con i TBS è stato brillante e difficilmente troverai tre tizi più piacevoli di Bobby, Keris e Jonathan. Credo che Jonathan fosse l'unico a non odiare i tour o il suonare dal vivo, ed è sempre stato disponibile per qualsiasi cosa. Il resto di noi sembrava piuttosto infelice d'essere coinvolto in concerti. Era più divertente passare del tempo con loro, piuttosto che fare cose da band! La registrazione non è stata proprio una "cosa da band", infatti ognuno di noi ha registrato le proprie parti in tempi diversi. Partecipare alla sessione di Mark Radcliffe è stato molto divertente, lo è stato anche suonare a Berlino, beh, non tanto il suonare, ma l'essere a Berlino, quando Jono s'è perso, o in Spagna, quando Bobby cadde in mare. L'Elefant Records s'è sempre dimostrata accogliente ed essere andati in Spagna con loro è stato molto piacevole, pur dovendo suonare ai concerti e stare svegli fino a tardi. Lì, tutto accade veramente tardi e, proprio quando saremmo dovuti avanti, eravamo già tutti pronti in pigiama, salvo per Jono . Ho un vago ricordo di me, in Spagna, mentre tornavo a piedi al nostro hotel. Erano circa le 4:00 del mattino, avevo gli occhi annebbiati, ed una sconosciuta ragazza spagnola chiacchierava con me tenendomi per mano. Quelli si che erano bei tempi.

Prima di salutarci, mi piacerebbe farti un ultima domanda, che ho sempre desiderato farti, quando canti a cosa pensi, cioè mi spiego, nella tua mente si creano un flusso di immagini o ti concentri esclusivamente sulla melodia.

Io non sono una cantante tradizionale, così penso di solito "non scazzare, non scazzare, ricorda e le parole" . Non sono mai rilassata abbastanza per pensare alla melodia od a immagini. Se io sto cantando una canzone triste, a volte cerco di pensare a qualcosa di triste- come Bruno Schleinstein- attore, pittore e musicista tedesco ndr. - ma i trucchi  dei cantanti non funzionano con me perché io non sono realmente una cantante

mercoledì 4 gennaio 2012

Ten Songs To...


Feist/ Anti-Pioneer

Feist/ The Bad in Each Other

Feist/ Caught a Long Wind

 


Feist/ Get It Wrong Get It Right

Feist/ A Commotion

Feist/ The Circle Married the Line

PJ Harvey/ Let England Shake

 


PJ Harvey/ The Colour of Heart

Bon Iver/ Calgary

 


 Bon Iver/ Perth

Playlist Tendenziale Gennaio



AA.VV/ Dark Was the Night
 


Beirut/ Gulag Orkestar
Bill Evans Trio/ Waltz for Debby
 


Bon Iver/ Bon Iver
Breathless/ Chasing Promises
Destroyer/ Kaputt
 


Feist/ Metal




PJ Harvey/ Let England Shake
 


Trembling Blue Stars/ The Last Holy Writer

 


Wild Beast/ Two Dancers

martedì 27 dicembre 2011

Insidious - Regia: James Wan



Interpreti: Leigh Whannell, Barbara Hershey, Lin Shaye, Patrick Wilson, Rose Byrne, Jeannette Sousa, J. LaRose, Angus Sampson, Ty Simpkins, Andrew Astor, Derick Alexander, Johnny Yong Bosch, Josh Feldman, Philip Friedman, Kimberly Ables Jindra, Caslin Katsaros, Derrick Oliver, Ruben Pla, Chelsea Tavares, Heather Tocquigny, Corbett Tuck.
Durata: h 1.38 Nazionalità: USA 2011 Genere: horror


James Wan, conosciuto prettamente per aver girato l'opinabile "Saw - L'enigmista" (2004) - e prodotto la relavita prolissa e presuntuosa saga -, a tre anni dal suo ultimo lavoro registico, "Death Silence" (2007), torna a dirigere sedendosi dietro la sua bieca cinepresa. "Insidious" ricalca la classica trama della possessione demoniaca, elemento banalotto ed abusato, ma recentemente poco trattato dall'ambiente cinematografico, alla quale fa però capo l'elemento innovativo del viaggio astrale, esperienza extracorporea che conduce in una dimensione profana per chiunque sia vivo.
Il prodotto appare promettente, gode di una regia digeribile e di alcune scene imprevedibili che fanno saltar giu dalla sedia; un vero peccato, però, che il contenuto prettamente edibile si consumi praticamente nel solo primo tempo. Le buone premesse verranno del tutto smantellate da una lunga ed imbarazzante sequenza finale, degna della peggior fiera carnascialesca paesana...

Avete mai provato a rinchiudere degli spiriti incazzati dentro uno sgabuzzino e bloccarne la porta con una seggiola? Un'insidia davvero poco "insidiosa" per i miei gusti!

 Voto  4½

Vik Korova


domenica 18 dicembre 2011

2011 Best Music



Beirut/ The Rip Tide







David Sylvian/ Died in the Wool



Hammock/ Asleep in the Downlights






James Blake/ James Blake




Josh T. Pearson/ Last of the Country Gentleman




Megafaun/ Megafaun




Oneohtrix Point Never/ Replica




Radiohead/ The Kings of Limbs





Sara Lov/ I Already Love You




St. Vincent/ Strange Mercy

venerdì 16 dicembre 2011

The Top Ten Albums of 2011




Bon Iver/ Bon Iver




Destroyer/ Kaputt






Girls/ Father, Son, Holy Ghost





M83/ Hurry Up, We're Dreaming





Mogwai/ Hardcore Will Never Die, But You Will






My Morning Jacket/ Circuital








PJ Harvey/ Let England Shake





Thurston Moore/ Demolished Thoughts





Wilco/ The Whole Love





Wire/ Red Barked Tree

mercoledì 7 dicembre 2011

Trong Hay Ngoai Tay Em (With Or Without Me) di Swann Dubus e Phuong Thao Tran





Pulsioni di vita e di morte. Un documentario che inquadra la spettrale situazione di una regione agricola dell’attuale Vietnam,  al confine con il Laos, dove gli abitanti si barcamenano pericolosamente tra la raccolta del riso, la noia e l’eroina. 

L’Aids è sempre dietro l’angolo, pericolo sottovalutato e atteso, incubo per familiari e parenti dei sieropositivi. E la macchina da presa dei giovani  registi, il francese Swann Dubus e il vietnamita Thao Tran, è fedele testimone della vita e dei pensieri di Thi e Chung, due destini accomunati dalla stessa attesa di morte. Entrambi tossicodipendenti e sieropositivi, vivono per non morire. Ma mentre la disperazione di Thi è proiettata verso un futuro che vorrebbe costruire “smettendo domani” di drogarsi, Chun è fermamente proiettato verso la fine. Si rivolge al padre defunto come a un compagno di vita e confessore; vive per sua stessa ammissione come uno zombie, un non morto, una vita non vita. 

Il film procede per accumulazione: di pensieri, situazioni, drammi familiari, piaga dello spaccio e piccoli gesti. Ed è qui che si fa autenticamente commovente ed eticamente inattaccabile: la vera addiction che racconta è quella della solitudine, della droga associata all'abisso della tristezza, persino le canzoni che si scrivono e cantano nella zona parlano ormai di eroina e di come affrontarla. Piani sequenza che inseguono ed avvolgono e una voice over,  i pensieri dei due protagonisti e dei loro familiari, che trasforma la testimonianza in cinema: la solitudine che Thi e Chung manifestano crea molta più disperazione dell’Aids e le inquadrature che li scoprono a farsi nei campi sono di una disperazione lacerante e controllata.  

"Con me o senza di me il mondo sarà lo stesso": è il germe della depressione che origina i fenomeni associati alla droga. E tentare di analizzarli in un Paese in via di sviluppo che “assaggia” da poco la ricchezza è il vero grande merito del bel documentario di Dubus e Tran. 

Pietro Masciullo

martedì 6 dicembre 2011

Anna Domino- On The Hudson (Demo)



On The Hudson è una composizione che appartiene a un demo che la stessa songwriter ci ha inviato tempo fà.

Abbiamo pensato che non sarebbe stato giusto nascondere al mondo tale manifestazione artistica di immensa bellezza.


La musica è l'ideale colonna sonora di una poesia raffinata, staccata dalla urgenza delle passioni, ricca di preziosismi e memorie, abile a trasportarci in un mondo lontano, ove regnano la serenità e la contemplazione.

www.youtube.com

giovedì 1 dicembre 2011

Playlist Tendenziale Dicembre




Cat Power/ You Are Free


Girls/ Father, Son, Holy Ghost






Lisa Germano/ Geek the Girl


Hammock/ Asleep in the Downlights


PJ Harvey/ Stories from the City, Stories from the Sea


Sara Lov/ I Already Love You





St. Vincent/ Strange Mercy


Sufjan Stevens/ All Delighted People EP


The National/ High Violet


Zun Zun Egui/ Katang



martedì 29 novembre 2011

Sara Lov/ I Already Love You


Abbiamo sempre pensato che Sara Lov, creatrice con Dustin O'Halloran dei Devics, fosse una delle autrici più affascinanti tra le tante che popolano il panorama musicale indipendente, e pensavamo bene.

I Already Love You, il suo nuovo album, pubblicato dalla Splinter/Irma, è una raccolta di sublimi e delicatissime manifestazioni artistiche.

In questa ammaliante opera la Lov rivisita in modo originalissimo diversi classic dei nostri tempi.

La freschezza e la bellezza del risultato finale sta non tanto nella scelta del prodotto che lo ha determinato, ossia i titoli delle varie tracks, ma bensì nelle capacità interpratative ed espressive della musicista nordamericana.

I Already Love You si evolve seguendo un contesto ispirativo delicato, evocativo e mai ripetitivo.
 
Atmosfere tipiche di giornate uggiose si manifestano in tutto il loro tono romantico e crepuscolare. Tinte pastello e colori comunque tenui animano un affresco musicale intensamente raffinato.

Le liriche parlano di amori, più o meno felici, di rapporti interpersonali e generazionali, insomma ciò che viviamo giornalmente.

Ogni momento del disco è meritevole di citazione; noi desideriamo soltanto soffermarci su Papa Was A Rodeo, brano dei Magnetic Fields, che dopo questa rivisitazione si collaca tra quelle cose che trascendono ogni razionale criterio di bellezza e Square Heart, dei Black Heart Procession, retta da pianoforte e violino.


Anche I Already Love You sarà  nella nostra Top Ten del 2011. 





Disponibile su annieroses  intervista ai Devics, effettuata in occasione della pubblicazione di Push the Heart.

lunedì 28 novembre 2011

The Catalogue: Midaircondo/ Shopping For Images - Interview




Midaircondo è un trio svedese formato da Lisa Nordstrom, Lisen Rylander e Malin Dahlstrom.

Shopping For Images, primo album pubblicato dalla Type Records, è stato preceduto ed abbondantemente influenzato dall'importante attività concertistica della band.

Le live performances delle Midaircondo sono caratterizzate da una spiccata visualità, che ha come sottofondo musica elettroacustica dove sax, flauto e voci incontrano spunti elettronici essenzialmente minimali; la consolidata esperienza live è  quindi divenuta la base  successivamente rirpoposta in  studio.

Shopping For Images è una raccolta di spunti compositivi che si evolvono in modo estremamente coerente.

La natura dell'opera prima delle artiste nordeuropee rende naturale la sua collocazione tra quelle produzioni poco comuni nell'ambito delle tendenze musicali di ricerca alternative contemporanee.

Di notevole interesse gli esperimenti vocali che ci permettono di godere di intuizioni mutevoli ed eteree.

Musica adatta ad un certo cabaret metropolitano, potremmo definirla.

Shopping For Images è un lavoro di estrema eleganza stilistica che dà nuova linfa alla scontata e poco dinamica corrente europea elettronica colta.

Pure il suo affascinante lato romantico contribuisce ad accrerscene i tanti meriti.

Midaircondo Interview

Incontro le tre compositrici svedesi in occasione dell'esibizione di Palermo e non ho perso  la chance di intervistarle. Lisa, Lisen e Malin si presentano puntuali all'appuntamento, per nulla euforizzate dall'improvviso successo. 

Da dove nasce il vostro nome

Abbiamo cercato di fare mente locale ed abbiamo pensato a tanti differenti nomi ed è nato, inaspettatamente Midaircondo...un luogo che volteggia nell'aria e che ci trasporta verso l'alto quando suoniamo lanostra musica, un luogo dove tutto è permesso e possibile; insomma un luogo chiuso ma senza pareti, nè muri.

Avete stilisticamente dei punti di riferimento.

Noi ascoltiamo e siamo influenzate da tanti tipi di musica. Sono importanti i suoni con cui quotidianamente veniamo a contatto e non ci piace indirizzare il nostro interesse su un gere indefinito. Desideriamo essere molto aperte ed avere una visione completa del mondo che ci circonda.
( della serie: nessuno stile di riferimento, siamo capiscuola- n.d.r.)

Siete impegnate in una intensa attività concertistica; che rapporto avete con i vostri fans.

Le nostre live performances sono basate sull'improvvisazione e non decidiamo a priori quello che suoneremo, lasciamo che sia il posto dove ci esibiamo ed il pubblico presente ad influenzare le nostre esibizioni. Ogni concerto è una nuova situazione ed è bello interagire con essa. Tutto accade in quel determinato momento e ci permette di esplorare e comprendere quello che produciamo di volta in volta; ed è il nostro pubblico a rendere tutto ciò possibile. Ci avvaliamo delle idee della nostra designer, Maria Nordstrom, che crea nonsolo gli effetti visivi ma anche gli abiti che indossiamo on stage.

Avete firmato per la Type Records; siete soddisfatte del lavoro fatto fino ad ora.

Si, siamo molto felici! Abbiamo avuto una straordinaria collaborazione con Andreas Tilliander, che ha curato il missaggio. Abbiamo registrato in due sessioni, Stoccolma e Goteborg. Alune delle tracks sono registrazioni di improvvisazioni, altre sketches di pezzi antecedenti alle registrazioni. Abbiamo girato anche un video di Serenade, diretto da Hanna Elin Ahman.

Midaircondo è recentemente diventato un duo, per l'abbandono di Malin Dahlstrom, ed ha pubblicato un altro pregevole disco, Curtain Call, per la Twin Seed Recordings.


mercoledì 23 novembre 2011

The Catalogue: Clap Your Hands Say Yeah





Mettete insieme i Talking Heads di David Byrne, Feelies ed i freschissimi Interpol e potrete avere un termine di paragone per definire la musica  di  Clap Your Hands Say Yeah,  band della East Coast statunitense che anima la scena indie-rock contemporanea.

Il gruppo è composto da Alec Ounsworth, Lee Sargent, Robbie Guertin, Tyler Sargent e Sean Greenhalgh.

Clap Your Hands Say Yeah è l'eccitante opera d'esordio del quintetto nordamericano.

L'album si avvia a superare le 40.000 vendute; tante se si considera che soltanto recentemente il disco è stato ristampato ed immerso sul mercato discografico dalla Wichita/V2. Precedentemente il CD, una autoproduzione estremamente  indipendente, poteva essere acquistato esclusivamente on-line attraverso il sito ufficiale dell'ensamble newyorkese.

Clap Your Hands Say Yeah è una raccolta di canzoni composte all'insegna di un rock genuino e senza fronzoli che si sposa con eccentriche melodie pop.

La sua essenzialità sonora è tipica delle nuove produzioni della scena musicale alternativa della Grande Mela.

Ogni nota emana una scintillante energia positiva in grado di suscitare momenti di notevole capacità evocativa.

E' come ritornare indietro nel tempo, vivendo nel presente. La semplicità che lo caratterizza rende il suo ascolto immediato ed accattivante.

La musica è tutta giocata su scarni ed ipnotici intuizioni geometriche che fanno da supporto alla energica e nevrotica voce di Alec Ounsworth.

Un disco incantevole e prezioso. Calorosamente consigliato.







 

martedì 22 novembre 2011

The Notwist/ "The Devil, You + Me"



I Notwist si formano nel 1989 a Weilheim, Monaco. All'inizio il loro sound, alimentato da una viscerale estetica sonora, è usualmente associato a certo Hardcore Metal.

Nel 2002 la band tedesca da vita a Neon Golden, uno stupendo album a tutt'oggi estremamente affascinante ed originale, che è stato anche il proprio maggiore successo commerciale e che ha ottenuto globalmente grandi successi di critica.

In Neon Golden è rintracciabile una chiara ispirazione sperimentale che si stempera in intuizioni pop molto efficaci; su tale ampia gamma di suoni si erge la romantica e malinconica voce di Markus Acher.

The Devil, "you + me", è stato composto quale soundtrack del film "Storm", di Hans-Christian Schmid; storia di una possibile testimone di crimini commessi durante la guerra bosniaca.

In esso emerge costantemente il passato dell'ensamble bavarese, ossia quella fusione di jazz, rock ed elettronica, ed il lato tendenzialmente più esplorativo, tipico delle ultime produzioni del trio. E' proprio l'incontro di tali estremi a rendere The Devil, "you + me" un disco dalle molteplici sfaccettature armoniche. 

L'album si manifesta efficacemente già dalla straordinaria apertura di "Lies Good", fino al fragile e sommerso lirismo di "Gone Gone Gone".

La musica percorre i sentieri di un equilibrato e pacato linguaggio espressivo; toni sobriamente scanditi, generati da delicati ritmi elettronici, danno vita ad atmosfere intimiste e soffici. 

I testi esplorano il disagio esistenziale dell'individuo contemporaneo che si traduce a volte in particolari stati d'animo fatti di tristezza, disperazione ed angoscia; presente anche la constatione ed il rifiuto dell'inevitabile e  monotono ciclo della vita e della morte. 

Markus Acher, Michael Acher e Mecki Messerschmid allietaranno con siffatta godibilissima produzione gli amanti della musica alternativa ed evoluta attuale, identificabile in gruppi come Radiohead, certi  recenti Wilco etc.


The Catalogue: pj Harvey/ White Chalk



Pj Harvey, pj sta per Polly Jane, è una tra le più geniali performer esongwriter dei nostri tempi.



White Chalk è una roccolta di tetro e sublime  silenzio, emozionalmente  commovente e malinconica.



Lavoro estremamente introspettivo, non è un album di facile ascolto, tutt'altro; non tanto per le songs, di fattodivine e misteriose, ma perchè ascoltandolo ci si sente inqualche modo invadenti, come se stessimo guardando furtivamente all'interno di un mondo privato ed interiore che non ci appartiene.



Ogni momento dell'opera emana una atmosfera pervasa da una forte sensazione di inquietante  disinteresse verso tutto ciò che appartiene all'ambito fisico.


La crepuscolare voce della compositrice inglese è accompagnata da soffici note generate da tocchi di strumenti acustici, piano, arpa, armonica etc. 



The Piano è un brano intensamente poetico che raggiuge momenti di struggente liricità e rara bellezza estetica...

 


"Hit her with a hammer/Teeth smashed in
Red tongue twitching Look inside her skeleton
My fingers sting Where I feel your fingers have been
/Ghostly fingers/ Moving my limbs
Oh God I miss you/Oh God I miss you
Oh God I miss you/Oh God I miss you 
Oh God I miss you
Daddy's in the corner/ Rattling his keys 
Mommy's in the doorway/Trying to leave
Nobody's listening Nobody's listening 
Nobody's listening Nobody's listening 
Nobody's listening Nobody's listening 
Nobody's listening Nobody's listening
Oh God I miss you/Oh God I miss you 
Oh God I miss you Oh God I miss you 
Oh God I miss you/Oh God I miss you"



Definitivamente White Chalk da vita ad un quadro musicale minimalista, che percorre i sentieri spirituali ed intimi della sua creatice.




lunedì 21 novembre 2011

The Catalogue: Porcupine Tree/ Deadwing



Dopo più di due anni d'attesa dall'ultimo disco, In Absentia, settembre 2002, Porcupine Tree tornano sulla scena  musicale proponendo un album di superba bellezza, Deadwing,  prodotto da Lava Records.

Gli amanti  del gruppo britannico noteranno alcuni  aspetti nuovi, probabilmente relazionati a  momenti musicalmente più duri, nello scorrere dei brani, anche se Steven Wilson e compagni continuano a trasmettere la più profonda essenza del loro stile.


 
Dopo l'intenso lirismo iniziale di Deadwing e Shallow, si passa all'atmosfera celestiale creata dal dolce Lazarus.
 

La seguente track, Halo, ritorna su linee espressive drastiche ed introduce la vertiginosa Arriving Somewhere But Not Here. Senza attimi di tregua viviamo la sensazione esplicita della appartenenza dei Porcupine Tree alla scena progressive  psichedelica attuale.
 
Le trame sperimentali originate dai Porcupine Tree sono alimentate da una dirompente freschezza creativa. Quasi a volere ribadire la loro immensa  genialità compositiva, Steven Wilson, Richard Barbieri, Colin Edwin e Gavin Harrison, arrivano i sette fantastici minuti di Mellotron Scratch.

La song successiva, Open Car, è una sorta di ponte da attraversare per giungere finalmente a Start of Something Beautiful, una composizione che tocca l'apice estremo  del sublime, dove l'ensamble esprime la propria poliedrica potenzialità immaginativa.

 

Assolutamente tale brano ci fa viaggiare in un meraviglioso universo sonoro che pochi artisti hanno saputo creare. E propriamente ispirati dall'antico e sempre vivo gigante pinkfloydiano chiudono Deadwing con Galss Shattering.







domenica 20 novembre 2011

The Catalogue: Cat Power/ The Greatest




The Greatest è il settimo album dell'affascinante Chan Marshall, in arte Cat Power.

Così come i lavori che lo precedono, eccezion fatta per Dear Sir e Myra Lee, è stato pubblicato dalla Matador, label nordamericana di punta del mercato indipende.

Poetessa, musicista e sognatrice Cat Power continua a proporre in modo eccentrico ed originale le sue intuizioni creative, tendenzialmente indirizzate verso un dark folk acustico ed essenziale, abili a proporre una ricca gamma di sollecitazioni che riescono ad ipnotizzare l'ascoltatore tramite melodie che trascendono l'aspetto fisico della realtà circostante.

Il tempo si ferma e magicamente si è trasportati in un mondo fatto di delicatezza, semplicità e rievocazioni.

Chan Marshall si forma artisticamente a New York City.

Le influenze della Grande Mela sono evidenti così come il predominante e continuo nomadismo che l'ha sempre accompagnata e che le ha dato la possibiltà di venire a contatto con molteplici figure della scena musicale alternativa contemporanea.

La musica della bella songwriter è caratterizzata da un intenso e fantasmagorico miscuglio di suoni e colori che sfociano in atmosfere dilatate e descrittive.

A ragione Cat Power è definita la chansonnier dell'indie rock newyorkese.

La sua voce, introspettiva e notturna, emana un calore particolarmente avvolgente.

Fulgide armonie sonore, animate da tocchi di piano, chitarre e percussioni, generano un contesto poetico e musicale emozionalmente intimista.

Notevolmente brillante la ricchezza di intrecci strumentali, strutturalmente concepiti in modo minimale, che percorrono i sentieri di continue esplorazioni espressive.

Chi ama Tom Waits troverà in Chan Marshall una musa ispiratrice in linea con i nostri tempi.

Definitivamente un disco pacato e riflessivo che aiuta a meditare.

Metropolitano e romantico.

Discografia consigliata

Moon Pix
You Are Free 
The Greatest
Jukebox
Dark End Of The Street